mare di notte
Fauci d’inchiostro inchiodano i miei occhi Sento presenze mute Il nulla tace, eppure mi circonda Galleggio in grembo a un’ombra senza madre che nega al petto il dono del respiro Le narici cercano un’aria che non viene e l’acqua ride cupa del mio timore
Poi muovo un braccio Un lampo mi sorprende Il mare fiorisce in scaglie di diamante intorno ai polsi ardono scintille I piedi accendono alvei di costellazioni Non più terrore: danzo, e il mare canta La pelle genera un firmamento vivo e nell’abisso, simmetrico al cielo io sono Via Lattea, io sono galassia